La documentazione al servizio dell'integrazione

La pedagogia dell'integrazione

Pubblicate in un volume alcune riflessioni sulla 'pedagogia dell'integrazione'

 

Nel mese di novembre 2002 è stato pubblicato dalla Franco Angeli un volume, di cui sono disponibili copie presso il Servizio Politiche dell’Istruzione e dell’Integrazione tra Sistemi, che sviluppa alcune riflessioni sulla “pedagogia dell’integrazione”. Si riportano di seguito i contenuti del frontespizio e del retro della copertina, con l’intento di allargare la discussione su un tema caldo e sicuramente strategico per il sistema integrato della formazione in Emilia-Romagna.

Copertina:

TITOLO:
Ripensare a un modello pedagogico per la formazione integrata

Il valore dell’esperienza

A cura di Giulia Antonelli e Giancarlo Sacchi
Prefazione dell’Assessore regionale Mariangela Bastico

Pagina interna:
RIPENSARE AD UN MODELLO PEDAGOGICO PER LA FORMAZIONE INTEGRATA

Il valore dell’esperienza

A cura di Giulia Antonelli e Giancarlo Sacchi

Contributi di: Giulia Antonelli , Paola Armaroli, Lucio Guasti, Guglielmo Malizia, Lubiano Montaguti, Enzo Morgagni,  Giuseppe Morsia, Carlo Nanni, Giancarlo Sacchi,

Guido Sarchielli, Piero Tamburini

Prefazione dell’Assessore regionale Mariangela Bastico

Retro:

La presente pubblicazione rappresenta le conclusioni del seminario di lavoro del 23/11/2001 tenutosi in Regione con alcuni esperti universitari e con testimoni del processo di integrazione avviato sul nostro territorio da alcuni anni, che riassumono ed esemplificano come nella RER sia possibile parlare di un vero e proprio modello pedagogico dell’integrazione, che emerge dall’insieme delle “buone pratiche” che hanno segnato il progressivo impegno di agenzie formative, istituzioni scolastiche, università ed imprese a sperimentare in modo condiviso non solo percorsi formativi, ma l’insieme dei dispositivi per l’integrazione.

La pubblicazione costituisce una sorta di primo punto fermo e divulgativo di come l’integrazione, se correttamente interpretata ed applicata all’offerta formativa, dia come risultato un modello complementare di pedagogia dell’apprendimento.

Il momento di particolare incertezza e di revisionismo che stiamo attraversando, rende strategico questo sforzo di sintesi e teorizzazione, per sottolineare l’importanza della strada intrapresa da questa  Regione sulla via della condivisione tra Istituzioni che si occupano di education, in forza dei risultati in termini di processo e di prodotto di cui usufruiscono le persone cui vengono rivolte le azioni formative così concepite.

Le esperienze a partire dalle quali si è dedotto il modello pedagogico, sono quelle relative a:

  • obbligo formativo: ENAIP Piacenza
  •  formazione continua: IAL

 

Alla riflessione critica hanno contribuito:

 

-         Guido Sarchielli, psicologia del lavoro, Università di Cesena,

-         Lucio Guasti, didattica generale, Università Cattolica di Piacenza,

-         Carlo Nanni, filosofia dell’educazione, Università Salesiana di Roma,

-         Enzo Morgagni, sociologia dell’educazione, Università di Bologna,

-         Guglielmo Malizia, organizzazione della formazione, Università Salesiana di Roma,
Coordinamento tecnico organizzativo di Giulia Antonelli e Giancarlo Sacchi

 

Copertina retro:

Le considerazioni qui proposte costituiscono la sintesi di un seminario di approfondimento che la Regione ha promosso come prima occasione per riflettere sull’integrazione, esaminando i risultati dell’esperienza sul campo, in termini di dispositivi concreti - cioè essenzialmente innovazione didattica - che hanno cercato di affrontare l’incontro con l’allievo, partendo dalle sue esigenze di apprendimento.

Innovazione didattica che ha puntato alla personalizzazione dei percorsi; a rendere possibile la contaminazione della cultura con le culture professionali; a trovare soluzioni concrete per rispondere ai bisogni diversificati degli allievi; a rendere possibile la trasformazione dell’azione formativa a servizio educativo, attraverso l’orientamento, il patto formativo, la flessibilità dei contenuti. Quindi un insieme di strumentazione che si vorrebbe poter definire un modello pedagogico, non alternativo, ma complementare a quello che la didattica dell’istruzione ha fino ad ora adottato.

Questo materiale è stato esaminato da sei testimoni “privilegiati” di ambito accademico, con competenze di riferimento particolari: é stato interpellato il Prof. Guido Sarchielli, di ambito psicologico; il Prof. Lucio Guasti, dal punto di vista delle sue competenze nella didattica generale nell’Università Cattolica; il Prof. Morgagni sociologo dell’educazione, il Prof. Minardi, sociologo; il Prof. Carlo Nanni, filosofo dell’educazione  e il Prof. Guglielmo Malizia, sociologo ed esperto di organizzazione della formazione, entrambi dell’Università Salesiana di Roma

 

Il compito di approfondimento e riflessione proposto, ha l’intenzione di rispondere alle seguenti domande:

1)              la filiera degli interventi che viene proposta può reggersi su una didattica e su un’organizzazione dell’agenzia formativa centrata sulla personalizzazione del percorso formativo?

2)              la personalizzazione del processo formativo può essere una categoria interpretativa di tutti quei segmenti d’intervento che a vario titolo, con vari soggetti e con varie legittimazioni ci si appresta e si sta sviluppando in questo periodo?

3)              La personalizzazione è una categoria trasversale che può essere usata come fattore unificante e quindi sviluppata come proposta pedagogica rispetto all’insieme delle filiere formative? 

4)              Una puntualizzazione dell’asse pedagogico-didattico, può favorire l’integrazione dei sistemi formativi, in particolare scuola e formazione professionale? 

 

La recente normativa propone e favorisce un ritorno all’indipendenza dei sistemi, ma questo lavoro sottolinea come l’elemento pedagogico interno è destinato a rimanere, perché coloro che fanno formazione, continuano a farla secondo una logica integrata ed allievo-centrica, indipendentemente dal contenitore politico nel quale questa logica viene ad esprimersi.

 

Dunque questa è la proposta educativa che comunque continuerà a legare -  dal punto di vista formativo - i due canali, anche se politicamente il governo di entrambi sarà posizionato su soggetti diversi.

 

 

Proprietà dell'articolo
autore:Giulia Antonelli