Dalla scuola mi aspetto soprattutto le basi per capire, per esserci
I risultati di un sondaggio tra gli studenti emiliano-romagnoli presentati nel corso dell'audizione plenaria svoltasi a Bologna il 10 dicembre 2002
Una tappa a metà percorso. È questo il senso dell’incontro in programma il 10 dicembre, che fa seguito a un lungo percorso di consultazione voluto dall’assessore regionale Mariangela Bastico sulle idee guida del progetto di legge regionale su istruzione, formazione e transizione al lavoro avviato alla fine di ottobre e condotto attraverso diversi strumenti: audizioni pubbliche provincia per provincia e raccolta di pareri via e-mail o posta. Oltre 1800 persone hanno partecipato agli incontri in cui sono stati raccolti 165 tra interventi e pareri.
All’incontro era presente il presidente della Regione Vasco Errani, l’assessore alla scuola e formazione professionale Mariangela Bastico, il direttore scolastico regionale Lucrezia Stellacci con la partecipazione di rappresentanti di enti locali, associazioni degli imprenditori, organizzazioni sindacali, dirigenti scolastici, docenti, studenti, enti di formazione, associazioni di genitori, associazionismo e volontariato.
Nel corso dell’incontro si è fatto il punto sui pareri e i contributi raccolti nel corso della consultazione e si è tracciato il percorso dei prossimi mesi, che serviranno a condurre verso una compiuta formulazione del pdl.
“Le idee guida che abbiamo sottoposto a consultazione – spiega l’assessore Bastico – escono sostanzialmente confermate. I contributi e le proposte sono stati utili e significativi, frutto di riflessioni e approfondimenti. In larghissima maggioranza hanno espresso condivisione sul metodo prescelto: cioè quello dell’ascolto vero, capillare, diffuso, con l’obiettivo di costruire una proposta convincente, condivisa e utile. Solo pochi interventi – prosegue l’assessore - sono stati totalmente critici rispetto all’impianto delle idee guida. Abbiamo registrato anche qualche preoccupazione sulla loro concreta realizzabilità, sia rispetto alle risorse necessarie che al riguardo della complessità di impianto. La maggior parte dei contributi si è focalizzato su proposte di integrazione del documento, sottolineature su alcuni temi non sufficientemente svolti, pur nella sostanziale condivisione degli obiettivi – in particolare quello del “non uno di meno” – e nell’impianto complessivo del documento”.
Non è mai stata organizzata una così vasta consultazione preliminare alla scrittura di un articolato, cioè sull’impostazione stessa della legge. “E’ stata l’importanza della materia – prosegue l’assessore - a motivare questo straordinario impegno. Il percorso di partecipazione, inoltre, non si è ancora concluso. Sono ancora molti i momenti di confronto col mondo della scuola, della formazione professionale, con le famiglie e gli studenti, che intendo realizzare. Con la consapevolezza che ogni legge, per funzionare, deve essere un patrimonio utile al fare di tutti e da tutti condiviso”. A gennaio, infatti, verrà elaborato un nuovo documento che conterrà molte integrazioni e recepirà varie proposte: sarà questa la base per la costruzione dell’articolato di legge, che verrà nuovamente sottoposto a consultazione.
Nel corso dell’incontro sono stati inoltre presentati due documenti: un sondaggio condotto da Swg e rivolto ai ragazzi dai 14 ai 19 anni, per dare voce a una categoria che più di altre è stato difficile contattare e consultare, e una pubblicazione di 240 pagine che raccoglie i contributi, i pareri e gli interventi raccolti nel corso della consultazione.
Il sondaggio: gli studenti promuovono scuole e professori e chiedono l'innalzamento dell'obbligo scolastico.
Gli studenti dell’Emilia-Romagna promuovono con un 7 pieno il sistema scolastico e i docenti della regione. È questo uno dei dati più significativi che emergono da un’indagine compiuta dall’istituto demoscopico Swg per conto della Regione Emilia-Romagna sulla visione del mondo della scuola da parte dei ragazzi che frequentano gli istituti superiori della regione.
Nel complesso, gli studenti valutano in modo positivo le scuole che frequentano e i loro professori. Alla richiesta di essere loro stessi, per una volta, ad attribuire un voto da 1 a 10 alle loro scuole e al corpo docente, i ragazzi intervistati li hanno infatti promossi rispettivamente con un 7,3 e un 7,2. Quasi sette studenti su dieci, inoltre, ritengono che il sistema scolastico regionale di oggi sia migliore di quello frequentato dai loro genitori.
Il sondaggio è stato concepito nel quadro delle audizioni, preliminari alla elaborazione di un progetto di legge regionale di riforma scolastica il più possibile condiviso, che la Regione ha condotto provincia per provincia e che hanno coinvolto l’intero mondo della scuola regionale. Attraverso il sondaggio, la Regione Emilia-Romagna ha inteso creare un ulteriore momento di ascolto dedicato gli studenti. “Abbiamo constato infatti – spiega l’assessore Bastico – che è particolarmente difficile raggiungere capillarmente, come è invece è avvenuto con altre categorie del mondo della scuola, le ragazze e i ragazzi della regione con l’obiettivo di dialogare con loro in ordine a una proposta di legge che non può non coinvolgerli. Per questo, accanto agli incontri diretti, abbiamo scelto la strada del sondaggio: per capire quali sono le loro convinzioni sui principali temi affrontati dalle linee guida della proposta di legge”.
Significativo che i due terzi degli studenti della regione propendano per un innalzamento dell’obbligo scolastico rispetto agli attuali 15 anni. In particolare, il 31,9% degli intervistati vorrebbe una scuola dell’obbligo fino ai 18 anni, mentre il 34,9 è favorevole all’istruzione obbligatoria fino a 16 anni. Solo il 12,1% del campione propende per tornare alla precedente soglia dei 14 anni.
Per quanto riguarda le finalità della scuola, gli studenti si aspettano innanzitutto che venga fornita loro una solida cultura di base (56,3% del campione). Una parte meno consistente di essi, il 29,6%, ritiene invece prioritario che la scuola sia d’aiuto nella ricerca di un lavoro. In ogni caso, l’81% dei ragazzi intervistati considera indispensabile che il sistema scolastico attuale sia in grado di adempiere a entrambe le funzioni.
Sempre a proposito di lavoro, è risultata estremamente positiva la percezione che gli studenti hanno nei confronti dei corsi di formazione: quasi il 70% del campione ritiene che la formazione professionale possa aiutare i giovani a trovare un lavoro, mentre è pressoché inesistente (lo 0,6%) la percentuale di coloro che li considerano inutili.
Pochi studenti hanno una visione selettiva: nove su dieci ritengono che la scuola dovrebbe aiutare tutti i ragazzi a concludere il loro percorso di studi, anche coloro che hanno maggiori difficoltà. A loro giudizio, inoltre, la principale causa dei problemi nello studio deriva dalla scarsa voglia di studiare.
Quanto al percorso che i ragazzi sceglieranno al termine degli studi superiori, prevale decisamente l’università. Il 62% degli studenti della Regione Emilia-Romagna, in particolare quelli provenienti dai licei, pensa di proseguire gli studi iscrivendosi a una facoltà universitaria, mentre il 24,3% è intenzionato a cercarsi un lavoro. Il 75,2% degli studenti dell’Emilia-Romagna, infine, si aspetta che la scuola frequentata sia loro d’aiuto nella ricerca del lavoro desiderato.
L’indagine è stata realizzata con interviste telefoniche (tramite il sistema C.A.T.I, Computer Assisted Telephone Interview) su un campione di 600 ragazzi, rappresentativo in base ai parametri di età, sesso e provincia di residenza all’universo di riferimento degli studenti residenti nell’Emilia-Romagna che frequentano le scuole superiori.
La pubblicazione: un 'diario di viaggio' delle Idee Guida.
Oltre 200 pagine, più di 150 tra interventi e pareri, osservazioni, e critiche: sono questi i numeri di un volume – una sorta di diario di viaggio delle idee guida – che raccoglie, provincia per provincia, tutti i contributi, gli interventi delle audizioni, e i pareri giunti all’Assessorato nel giro di un paio di mesi.
Il volume – pubblicato a tempo record in soli cinque giorni (l’ultima audizione, a Rimini, è del 4 dicembre) è un documento che testimonia la larghissima partecipazione che hanno registrato le audizioni provinciali. E serve sostanzialmente per dare agli interventi l’importanza che meritano: cioè quella di contributi che serviranno realmente all’elaborazione di una prima bozza dell’articolato di proposta di legge. La pubblicazione racconta inoltre che hanno partecipato alle audizioni insegnanti, dirigenti scolastici, operatori della formazione, genitori, imprenditori, sindacalisti, studenti, amministratori pubblici. Presentato da un’introduzione del presidente della Regione Vasco Errani, il volume, distribuito nel corso dell’incontro, è disponibile in allegato.
| autore: | Assessorato Scuola, Formazione, Università, Lavoro, Pari Opportunità |
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