La documentazione al servizio dell'integrazione

Obiettivi formativi articolati per macro aree e competenze in esito

La progettazione riguarda, per ciascuna istituzione scolastica coinvolta, l’intero curricolo, così come determinato dall’art. 1 del decreto ministeriale 26 giugno 2000, n. 234.
La rielaborazione del curricolo avverrà nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 2 e 3 del citato decreto ministeriale. L’integrazione, pertanto, caratterizza l’intero percorso formativo.

Obiettivi formativi definiti, modalità didattiche flessibili

In coerenza con le finalità indicate, la progettazione dei percorsi integrati tra l’istruzione e la formazione professionale deve essere elaborata in modo da:
  • assicurare il passaggio da un sistema all’altro, mediante il riconoscimento di crediti formativi (art. 7 del DPR 257/2000 – Regolamento attuazione obbligo formativo – “….Tali percorsi (integrati) …devono essere progettati in modo da potenziare le capacità di scelta degli alunni e di consentire i passaggi tra il sistema di istruzione e quello della formazione professionale.”
  • superare la tradizionale separazione tra formazione generale e cultura del lavoro.

Conseguentemente, l’integrazione non va interpretata come un’opzione da proporre a chi ha difficoltà a scuola, ma come una modalità formativa mediante la quale tutti imparano meglio e di più, perseguendo pertanto il miglioramento della situazione esistente.

Il progetto da presentare alle Province deve indicare gli obiettivi formativi che l’istituzione scolastica e l’organismo di formazione professionale suo partner intendono raggiungere al termine del biennio (o del triennio, qualora ne ricorra il caso) articolati per macro aree, nonché il progetto formativo relativo all’anno di svolgimento (1° 2° o 3°).
La natura fortemente innovativa dell’offerta integrata, infatti, richiede chiara progettazione iniziale degli obiettivi formativi perseguiti nell’intero percorso, ma consente flessibilità nella determinazione anno per anno delle modalità didattiche ed organizzative più adeguate a seguire l’evolversi della formazione e i risultati degli apprendimenti.

Modalità di definizione delle competenze di base

Per la definizione degli obiettivi formativi, il Documento tecnico sugli standard formativi minimi delle competenze di base (approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali il 15/01/04, in appendice) viene assunto come riferimento obbligato per il biennio, in quanto il rispetto di tali standard rappresenta la condizione per il riconoscimento nazionale della qualifica. Si tratta, appunto, di standard minimi: in relazione ai livelli di partenza e ai diversi contesti scolastici, tali standard possono essere arricchiti e integrati.

Modalità di definizione delle competenze tecnico-professionali

Alle suddette competenze di base occorre aggiungere quelle relative all’area tecnico-professionalizzante, che – nelle more della definizione dei corrispondenti standard minimi nazionali – saranno individuate in relazione agli ordinamenti dei diversi indirizzi di studio e tenendo conto della qualifica professionale regionale di riferimento, in coerenza con i contenuti della relativa scheda descrittiva delle unità di competenza, approvata all’interno del Sistema Regionale delle Qualifiche di cui alla Del. G.R. n° 2212 del 10/11/04, che integra ed aggiorna anche le 20 qualifiche rilasciabili al termine dei percorsi integrati, già contenute nella citata deliberazione di Giunta regionale n. 2049/2003, e approvate con determina del Direttore generale n. 14272 del 31.10.2003.

In ogni caso, la progettazione deve essere elaborata in modo da permettere agli allievi di raggiungere, alla fine di ciascun anno scolastico, un livello di apprendimento che consenta la promozione alla classe successiva e, contemporaneamente, il rilascio della certificazione delle competenze (modello B dell’Accordo 28/10/04), quale credito formativo spendibile per ottenere, di norma in tre anni, la qualifica professionale di riferimento.

La peculiarità degli istituti professionali

Il terzo anno dei percorsi integrati, che si realizzano negli istituti professionali, si inserisce in un quadro ordinamentale che già prevede per l’area di indirizzo un monte ore significativo rispetto a quello previsto per l’intero curricolo.
E’ da riservare, quindi, una particolare attenzione, nella progettazione, ad una riorganizzazione complessiva del curricolo stesso in modo da assicurare il perseguimento delle competenze di base e di quelle professionali previste dal sistema delle qualifiche regionali e degli indirizzi scolastici.
La parte generale nel terzo anno diminuisce quantitativamente, ma si diffonde qualitativamente nelle competenze professionali, proprio per ottenere una formazione professionale arricchita ed ampliata, di “pari dignità”, in modo da valorizzare adeguatamente la cultura tecnico – professionale e potenziare l’intelligenza operativa.

Il progetto formativo relativo all’anno di svolgimento indica pertanto gli obiettivi specifici di apprendimento, articolati per macro aree e definiti in termini di competenze. Assume come riferimento unitario per tutte le discipline e le attività del curricolo gli obiettivi formativi in uscita dal biennio (o dal triennio, qualora ne ricorra il caso), elaborati sulla base delle precedenti indicazioni. Ciò è necessario per realizzare un insegnamento che permetta ai due sistemi di adottare comuni standard di riferimento e sia finalizzato a realizzare un apprendimento espresso da competenze valutabili e certificabili.

Aspetti fondamentali della progettazione

Per rendere più agevole la progettazione, preferibilmente articolata in sequenza logico-temporale, se ne indicano alcuni connotati essenziali:
  • esplicitazione dei livelli formativi di partenza (competenze in ingresso) sulla base dei quali sarà possibile, all’inizio dell’anno scolastico, verificare gli eventuali scostamenti delle reali situazioni degli allievi ed adottare opportuni interventi di raccordo; a tal fine, per gli alunni in uscita dalla terza media, sarà opportuno che i consigli di classe allargati realizzino, nel mese di settembre, un’azione di raccordo con le scuole di provenienza e la messa a punto della progettazione;
  • articolazione del percorso annuale in moduli formativi (caratterizzati da compiutezza e coerenza interna);
  • indicazione dei risultati attesi a conclusione di ciascun modulo formativo, intesi come competenze da verificare e da dichiarare;
  • indicazione dei tempi da dedicare all’attuazione di ciascuno modulo, tenendo conto sia delle attività previste, sia di eventuali necessità di recupero;
  • metodologie e tecniche didattiche che si intendono adottare per raggiungere i risultati attesi, con l’esplicitazione delle modalità e dei tempi di impegno dei docenti della scuola e della formazione professionale;
  • tipologia di verifiche intermedie e finali;
  • criteri condivisi ed unitari di valutazione in itinere e finale.

Alcuni dei connotati suddetti si ritengono particolarmente significativi al fine di ben determinare la comune finalità dell’integrazione, rappresentata dal miglioramento della situazione esistente.
E’ pertanto utile che l’istituzione scolastica e l’organismo di formazione professionale (nell’ambito dei citati organismi dell’integrazione) condividano una attenta riflessione volta ad individuare che cosa e come ci si impegna a migliorare nel contesto di riferimento mediante l’offerta del percorso integrato.
A puro titolo esemplificativo, si presentano alcune ipotesi: si intende diminuire l’insuccesso (bocciature e debiti formativi) di qualche punto percentuale rispetto al trend degli ultimi anni? Si vuole aumentare il livello di partecipazione (motivazione) alle attività didattiche (assenze, non rispetto degli orari di entrata/uscita, ecc)? Ci si prefigge di migliorare il rapporto fra ciò che si apprende e ciò che si insegna, rilevato come non soddisfacente negli ultimi anni? Si ritiene di prestare attenzione sia alle esigenze di recupero/riallineamento sia a quelle di eccellenza?

Chiarezza e trasparenza degli obiettivi formativi

L’elaborazione del progetto deve essere di immediata e facile leggibilità per tutti, in particolare per gli allievi e per le loro famiglie. La chiarezza e la trasparenza devono riguardare soprattutto la descrizione degli obiettivi formativi del percorso integrato, costituiti, per tutte le discipline e per l’intero curricolo formativo di ciascun anno, dall’apprendimento degli allievi espresso in competenze (conoscenze/abilità) da acquisire. Nell’ambito delle singole competenze i due elementi che le connotano, le conoscenze e le abilità, rendono osservabile e valutabile cosa/come ogni allievo ha appreso.
Tale impostazione tende a favorire un processo di apprendimento che utilizza nuove conoscenze ed esperienze per produrre una nuova e più ricca iniziativa personale. In questa prospettiva di lavoro, l’apprendere una nuova conoscenza non è mai fine a se stesso, ma diventa opportunità per sviluppare le capacità individuali.

Gli obiettivi formativi si ritengono raggiunti se sono acquisite le competenze di esito indicate nel progetto esecutivo.
Proprietà dell'articolo