La documentazione al servizio dell'integrazione

Strategie

La didattica per competenze implica l’attuazione di un processo di insegnamento-apprendimento fondato sul protagonismo degli allievi: ogni allievo può esprimere nuovi livelli di competenza solo se è messo nella condizione di agire e di comportarsi come soggetto attivo e responsabile.
Le competenze, per loro natura, si manifestano attraverso un’operatività che coinvolge e stimola la dimensione mentale, psicologica, emotiva, motoria e manuale dell’allievo, compresa la capacità di elaborare le percezioni (visive, olfattive, tattili, gustative, auditive) attraverso il linguaggio verbale e non verbale.

 

Le competenze ad apprendere

 
L’apprendimento di competenze “specifiche” deriva dalla capacità dell’insegnamento di attivare negli allievi un complesso di fattori, che nel loro insieme potremmo definire le “competenze ad apprendere”, che sono sempre le stesse, in qualunque momento della vita si apprenda. Ciò che varia è il loro livello ed il loro intrecciarsi. Da qui l’esigenza di porre attenzione sulla loro specificità e graduazione, dipendenti dall’età, dal livello scolare, dall’individuo, dal contesto,….
Le competenze ad apprendere sono identificabili nelle operazioni mentali che presidiano e permettono lo sviluppo dell’iniziativa individuale, nel senso che consentono di esprimere un saper fare fondato su un sapere raggiunto attraverso la concettualizzazione e l’esperienza. Esse sono le competenze del leggere, comunicare, selezionare, generalizzare, strutturare, ecc., nelle loro molteplici ed intrecciate declinazioni.

Le competenze specifiche

Le competenze specifiche rappresentano l’operatività espressa dall’impiego delle competenze ad apprendere e sono osservabili/valutabili in quanto si traducono in un’attività con la quale gli alunni dimostrano, mediante prove/occasioni di verifica, di saper utilizzare proficuamente le loro conoscenze e gli strumenti acquisiti per elaborarle, o per cercarne di nuove.
Questo implica che le competenze si esercitino e si osservino solo in un contesto: fuori di esso le competenze sono virtuali, non sono né osservabili e, conseguentemente, nemmeno valutabili.

Esercitare, osservare e valutare le competenze

Nel processo di insegnamento-apprendimento il contesto nel quale esercitare, osservare, valutare le competenze, può essere individuato nel “laboratorio”, ovvero in una didattica fondata sul “compito da eseguire”, che impegni sia gli insegnanti, sia gli allievi.
Il laboratorio richiama una situazione formativa nella quale tutti (insegnanti e allievi) sono impegnati a verificare, con ruoli e compiti diversi ma complementari, se l’ipotesi inizialmente formulata (dagli insegnanti), per ottenere (dagli allievi) il risultato atteso, è valida. Oppure se, e come, è da modificare.

Aspetti didattico-metodologici

In tale contesto assumono un rilievo particolare i seguenti aspetti:
  • L’attenzione degli insegnanti alle specificità degli allievi e alle competenze ad apprendere che questi sono in grado di attivare.
  • Le modalità con cui si realizza il processo di insegnamento-apprendimento e l’organizzazione dell’attività didattica, ovvero se quest’ultima si prevede:
    • all’interno delle istituzioni interessate (in aula, in un laboratorio della scuola e/o del centro di formazione professionale), o anche all’esterno (attraverso visite, stage, l’utilizzo di strutture-impianti-attrezzature presenti in sedi extrascolastiche);
    • o con l’intera classe, o anche in gruppo, o con attività individuali, ecc.
  • Le verifiche per accertare e valutare i risultati ottenuti (i nuovi livelli di competenza raggiunti). Queste devono essere coerenti con il processo realizzato. Dovranno perciò riproporre agli allievi “situazioni” (un contesto) nelle quali ognuno possa svolgere attività che dimostrino se e in che misura ha raggiunto la/le competenza/e attesa/e.


 

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