La documentazione al servizio dell'integrazione

Progettazione

Vengono esplicitati di seguito i principali aspetti da tenere in considerazione nella progettazione dei percorsi integrati.

I livelli istituzionali di riferimento

La progettazione dei percorsi integrati assume come riferimento tre livelli istituzionali.
Il primo livello è nazionale ed è rappresentato:
  • dal Documento Tecnico approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni, contenente gli standard relativi alle competenze di base (gli standard sulle competenze professionali sono in corso di elaborazione);
  • dagli ordinamenti dei vari indirizzi di studio coinvolti nella realizzazione del biennio integrato.
Questi documenti costituiscono un riferimento vincolante per tutte le istituzioni formative impegnate nella progettazione di percorsi integrati.

Il secondo livello è regionale/provinciale ed è costituito:
  • dalle Linee Guida deliberate dalla Giunta Regionale, che indirizzano l’iniziativa di scuole e centri di formazione professionale;
  • dall’azione di programmazione realizzata dalle Province.

Il terzo livello è territoriale, proprio di ciascuna istituzione formativa autonoma, o di più istituzioni in rete, ed è costituito dalla individuazione delle competenze e delle attività che permettono di raggiungere gli standard assegnati. E’ il livello che impegna l’autonomia delle istituzioni formative e consente di conferire identità e specificità alla loro offerta formativa.
Per ciascuna istituzione scolastica coinvolta, la progettazione integrata riguarda l’intero curricolo, così come determinato dagli artt. 1, 2, 3 del D.M. 26 giugno 2000, n. 234.

Le finalità

Sulla base degli orientamenti regionali la progettazione del biennio integrato è finalizzata a far raggiungere ad ogni allievo, alla fine di ciascun anno scolastico, un livello di apprendimento che ne consenta la promozione alla classe successiva e, contemporaneamente, il rilascio della certificazione delle competenze (modello B dell’Accordo Stato-Regioni-Autonomie Locali del 28.10.2004), quale credito formativo spendibile per ottenere, di norma in tre anni, la qualifica professionale di riferimento.
Gli stessi orientamenti prevedono inoltre che i percorsi siano articolati in moduli formativi, caratterizzati da compiutezza e coerenza interna, indicanti i risultati attesi a conclusione di ciascun modulo, in termini di competenze da verificare e dichiarare.

L'apprendimento atteso

Le competenze, articolate in abilità e conoscenze, sono individuate nei singoli progetti come gli elementi che definiscono e qualificano gli standard. Coincidono con ciò che si dovrà certificare/dichiarare come apprendimento raggiunto da ciascun allievo in relazione allo standard di riferimento. Le conoscenze costituiscono risorse che scuola e formazione professionale progettano congiuntamente di utilizzare al fine di ottenere l’apprendimento atteso.
Le abilità costituiscono l’esplicitazione dell’operatività connessa alle conoscenze proposte. Insegnanti della scuola e della formazione professionale sono così orientati a realizzare un nuovo rapporto tra discipline e competenze/standard. Queste ultime, infatti, rappresentano il terreno sul quale il sapere disciplinare è proposto nella sua dimensione:
  • unitaria: tutte le discipline si interrogano su come concorrere al raggiungimento di ciascuno standard che compone il curricolo integrato;
  • operativa: funzionale a sollecitare l’intelligenza degli allievi, la loro creatività e originalità, a motivare lo studio e a sviluppare capacità di iniziativa.

L'incontro tra istruzione e formazione professionale

E’ sul terreno delle competenze che l’incontro tra istruzione e formazione professionale può risultare più fecondo, attraverso modalità di insegnamento che si connotano non più solo come azioni di “trasferimento” (di sapere e saper fare), ma, prima di tutto, come realizzazione di opportunità formative, in cui le conoscenze siano utilizzabili al fine di attivare processi di “produzione” di apprendimento.
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