La documentazione al servizio dell'integrazione

Certificazione

La certificazione dei crediti è un diritto della persona.
Oggi il diritto all’apprendimento non può limitarsi alle conoscenze, ai contenuti e ai titoli di studio, ma deve sostanziarsi nell’acquisizione da parte dei soggetti delle capacità di intercettare sempre nuove esigenze, legate al proprio divenire, ai diversi contesti, in un’ottica di relazioni ed in una prospettiva che duri tutta la vita.

Il credito formativo

La conclusione di un percorso formativo non esaurisce il sapere di ingresso nella “vita attiva”, così come l’interruzione di un percorso formativo non può privare la persona della possibilità di capitalizzare ciò che ha appreso e di poterlo “negoziare” in altri contesti lavorativi e sociali.
Conseguimento di titoli o formazione di recupero risultano insufficienti. Ciò che può far fare un passo avanti sul fronte dei diritti e della qualità della preparazione è il riferimento al credito, a quello strumento cioè che dà a tutti la possibilità di presentare ciò che si è e, al tempo stesso, di rendere trasparente agli altri il patrimonio di ciascuno.

La certificazione

Se dunque non è il sistema a formare la persona, ma è quest’ultima che avanza richieste accreditando le proprie competenze, allora la società pone il suo criterio di equità non più sull’uniformità dei comportamenti (programmi nazionali), ma sulla comparabilità tra risultati e standard di riferimento.
La certificazione è solo la parte terminale di un percorso, che provvede alla esigibilità e spendibilità di quanto acquisito.
Il credito nasce però all’interno di una visione della valutazione che vede la persona costruire progressivamente il proprio progetto di vita e di lavoro, ed il sistema riconoscere le competenze in relazione a ciò che la persona stessa si propone di fare in futuro.
Il modello didattico corrispondente dovrà essere flessibile, componibile, proprio per garantire la diversità delle esigenze e dei percorsi, delle realtà e degli “ambienti” formativi. E al tempo stesso riconducibile a standard, funzionali a garantire culturalmente e socialmente i prodotti formativi.

Le competenze e l'attribuzione dei crediti

I percorsi integrati offrono una opportunità di collaborazione diretta tra il mondo della scuola e quello della formazione professionale, innanzitutto sul terreno della costruzione di una didattica modulare, che consenta di andare verso un accreditamento di competenze riconoscibili sul versante sia dei saperi accademici, sia di quelli professionali. Nella prospettiva di avvicinare sempre di più il sistema agli standard indicati.
Sul piano metodologico le competenze derivano dagli standard e costituiscono l’ossatura dei singoli moduli e delle loro possibili combinazioni. L’individuazione del livello quanti-qualitativo del loro raggiungimento consentirà, oltre alla trasparenza, di definire modalità di confronto e di attribuzione dei crediti.

La qualità dei processi di insegnamento-apprendimento

La vera questione sottesa alla problematica richiamata, è la reale corrispondenza tra modalità di certificazione e qualità degli apprendimenti. Non solo in relazione all’antica distinzione tra istruzione e formazione, ma soprattutto per quanto concerne il rischio di eccessiva frammentazione degli indirizzi e delle performance previste per il raggiungimento delle qualifiche.
Occorre che i sistemi - scuola, università, formazione e lavoro - per facilitare uscite e rientri nell’ottica della long life learning, compiano uno sforzo congiunto per individuare l’imprescindibilità dei traguardi, intesi come competenze sia generali, sia di indirizzo che ciascun sistema si impegna veramente a far raggiungere. Il sistema di crediti può soddisfare l’ottica dei diritti solo a condizione che, in ultima istanza, ogni sistema sia in grado di garantire una reale qualità dei processi di insegnamento-apprendimento che presidia.

 

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