La documentazione al servizio dell'integrazione

I percorsi integrati di istruzione e formazione professionale

L’esperienza dell’Emilia-Romagna.

Pubblicazione a cura di Giancarlo Sacchi

La pubblicazione del testo che segue ha in questo momento una particolare valenza, in quanto le considerazioni e le riflessioni che vi si riportano costituiscono il compendio di un’esperienza pluriennale che - lungi dal considerarsi conclusa – rende testimonianza dei risultati che si possono ottenere da una politica di collaborazione istituzionale in materia di istruzione e formazione.

L’Europa ha da tempo indicato i principi alla base del diritto/dovere all’apprendimento delle persone, configurando il sapere come espressione di libertà, poiché come il reddito, anche le opportunità di accesso alla conoscenza sono e saranno sempre più decisive per superare le disuguaglianze; poiché tutti i cittadini debbono disporre di livelli di sapere di base sempre più elevati, poiché ogni lavoratore deve sapere molto di più di quello che fa, poiché la vita lavorativa va configurandosi come un percorso nel quale avranno valore crescente il proprio credito formativo e la possibilità di accrescerlo di continuo; poiché il diritto alla formazione deve configurarsi anche come concreta spendibilità dei crediti da esso derivanti.

La Regione Emilia-Romagna ha ritenuto che la migliore interpretazione di questi principi, e l’intreccio virtuoso che ne deriva in termini di risultati per le persone, stia nell’integrazione tra sistemi formativi. L’integrazione infatti contrasta, attraverso la sinergia dei sistemi coinvolti, la diserzione dalla responsabilità, dall’autonomia personale e dalla sua naturale premessa che è la conoscenza, diserzione favorita da messaggi orientati al consumo passivo di tutto, anche dell’apprendimento.

Integrazione non vuol dire logica sommativa di attività e servizi per l’acquisizione di competenze, ma politica di risposte multiple, complementarietà di offerta, in un continuum formativo che accompagna i bisogni della persona e le esigenze del sistema economico-produttivo in un’ottica di lifelong learning. E’ una modalità che rispetta la missione di ogni istituzione, ma ne integra le finalità attraverso intese di governo dell’intero sistema di apprendimento, per favorire l’accesso degli individui a tutte le opportunità formative, stimolandone la capitalizzazione.

Non esiste un automatismo che garantisca, a fronte di un titolo posseduto, l’acquisizione di una vera capacità professionale, se non si declina l’attestazione secondo paradigmi di trasparenza e di competenze. Le associazioni e le imprese, anche nei tavoli di concertazione politica, hanno affermato più volte come sia necessario andare oltre il titolo di studio per dimostrare la propria competenza, cercando di adeguare l’iter formativo a standard riconosciuti e condivisi di competenze minime, legate ai fabbisogni di professionalità del mercato e a loro volta incrociati con la domanda di formazione delle persone.

L’integrazione tra sistemi si è snodata attraverso le diverse esperienze che la formazione, la scuola, l’università e le imprese hanno attivato in questi anni; integrazione che ha potuto essere sperimentata in un contesto territoriale attento e in un sistema istituzionale che ha messo a disposizione strumenti normativi, concertativi, tecnici in grado di sostenere la sperimentalità, ma anche la successiva diffusione dei risultati e la sussidiarietà delle iniziative.

Si tratta di un processo in progress, che ha bisogno di essere alimentato e per il quale occorre affinare i dispositivi, se si vuole costruire una vera cultura dell’integrazione e offrire alle persone concrete opportunità di costruzione progressiva e permanente della propria competenza sociale e professionale.
Non esiste un’unica risposta, né un’unica strada percorribile, ma dalle considerazioni che seguono si può evincere una forte volontà a realizzare in modo condiviso questo obiettivo irrinunciabile per lo sviluppo del Paese.

Paola Manzini
Assessore Scuola, formazione professionale,
università, lavoro, pari opportunità

Proprietà dell'articolo
fonte:Assessorato scuola, formazione, lavoro, università, pari opportunità
data:martedì 27 novembre 2007