La costruzione dei moduli didattici – Riflessioni in margine a una ricerca-intervento del Centro nazionale Opere salesiane di formazione e aggiornamento professionale in“Professionalità” n. 2/1981
Michele Pellerey, Editrice La Scuola, 1981, Brescia.
Il modulo viene spiegato, a partire dal suo significato originario in campo tecnologico, nelle sue interconnessioni con i concetti di componibilità e di sistema, fino al significato assunto in campo educativo e didattico che è (non solo ma prima di tutto e soprattutto) un ”insieme strutturato di attività e di esperienze di apprendimento”. Nella seconda parte viene presentato un modulo di alfabetizzazione informatica.
Nella prima parte viene illustrato il concetto di modulo didattico a partire dalla relazione stretta con il concetto di scomponibilità (in campo tecnologico è ormai la norma), cioè della “possibilità di strutturare prodotti differenti con pezzi, almeno in parte, eguali”, “pezzi già altamente strutturati che adempiono a specifiche e ben definite funzioni”; ciascun modulo è un”insieme che può essere collegato in molti modi con insiemi analoghi fino a raggiungere la totalità prevista” e rientra in un sistema inteso come “insieme di parti interagenti tra di loro”, “connesse in modo equilibrato e produttivo”. Per modulo didattico si intende un "insieme strutturato di attività e di esperienze di apprendimento, insieme ben identificato nelle condizioni di partenza e negli obiettivi finali e che, proprio per questo suo carattere, offre la possibilità di essere innestato con altri analoghi insiemi in più di un modo, al fine di portare chi percorre questa organizzazione didattica a ben precise qualificazioni sia intellettuali che pratiche”. Viene quindi affermata la necessità che per l’uso del modulo didattico nella scuola e nella formazione professionale vengano predisposti “pacchetti ben definiti nelle loro finalità didattiche, nei presupposti culturali e tecnici necessari per affrontarli, nelle modalità di percorrenza e nel modo di controllare la conquista dei concetti, delle abilità e degli atteggiamenti previsti”, il che comporta da un lato una certa difficoltà per la complessità della loro costruzione, ma dall’altro lato il vantaggio di potersi avvalere di apporti diversi.
Viene, quindi, indicato un percorso di costruzione dei moduli che, a partire dallo studio del problema e dall’analisi dei bisogni formativi, individua uno schema generale. Pur con ampi riferimenti al modulo di alfabetizzazione informatica di cui il saggio parla negli altri paragrafi, in questa parte vengono delineate le sequenze che possono costituire un percorso simile per tutte le discipline e/o ambiti disciplinari.
Nella seconda parte vengono trattati: gli obiettivi di un modulo base di alfabetizzazione informatica per operatori della formazione professionale, l’analisi del contenuto e la strutturazione, l’analisi delle risorse e dei condizionamenti e la delineazione del percorso didattico da seguire, la predisposizione del modulo nelle singole parti, un esempio di sottounità con moltissimi esempi ed esercizi.
Il volume è reperibile in biblioteche specializzate.
| Autore | Michele Pellerey |
|---|---|
| Casa Editrice | Editrice La Scuola |
| Anno | n. 2/1981 |
| Città | Brescia |
| Titolo del saggio | La costruzione dei moduli didattici – Riflessioni in margine a una ricerca-intervento del Centro nazionale Opere salesiane di formazione e aggiornamento professionale |
| Rivista | “Professionalità” |